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LA RADIO... NELL'ARMADIO
appunti di viaggio di Pio Salvatore Basso
(con un prezioso suggerimento di Marinella La Micela) addì Giovedì 8 Aprile
(Giovedì Santo), A.D.
2004
Da Pontecchio alla mitologia
greca il passo potrebbe sembrare azzardato! Afrodite nasceva dalle onde marine;
Pontecchio, invece, faceva nascere... altre onde. Quelle "onde" salvarono da
morte sicura 706 passeggeri del Titanic. Dalle nostre parti, invece, quelle
"onde" che dovrebbe unire, facilitare le comunicazioni, il sapere,
l'informazione... ohibò!
Ma che succede? Nulla! Appunto!
"Vera la schiuma e vero il mare
diresti / e vero il nicchio e ver soffiar di venti; / la dea negli occhi
folgorar vedresti, / e il cel riderli a torno e gli elementi…” (Poliziano,
Stanze). Forse è più facile vedere, immaginandola, questa bella Afrodite che
decifrare le onde nate da "sir" Guglielmo.
Per chi non lo sapesse: Guglielmo è Marconi, l'inventore della RADIO. VENERE era
l'Afrodite dei Romani!
Sarà capitato a molti di
vedere qualcuno di quei vecchi armadi, ante e dopoguerra, con un grande specchio
centrale che funge anche da anta, la quale dopo una onorevole militanza dava
chiaro segno della sua non più verde età cigolando sistematicamente ad ogni
apertura (ed alla relativa chiusura).
Solo che i modelli, nei
quali si manifestava, diciamo così, più chiaramente una immarcescibile
senescenza, avevano in più, l'optional demoniaco di aprirsi improvvisamente ed
istantaneamente, lasciando alla vista del malcapitato testimone il corredo colà
ordinatamente sistemato. In tali frangenti, prendendo atto dell'avvenuto
allentamento dei cardini, le nostre care nonne richiudevano pazientemente
l'armadio in attesa del nuovo inatteso miracolo.
Ebbene le trasmissioni
radiofoniche - "in diretta" - delle sedute consiliari di Mortarello sono
divenute la versione moderna del miracolistico mostra e nascondi dei mobili
della vecchia guardia, come se sul ripiano di un ipotetico armadio fosse stata
riposta una bella radio a valvole, le cui programmazioni fossero percepite dagli
ascoltatori unicamente nei momenti in cui si verifichino le anzidette aperture e
chiusure da parte della cervellotica anta.
Provare per credere!
Ecco un esempio tipico di
ciò che accade all'interno della sala del Consiglio comunale.
Il Presidente, dopo aver
fatto il rituale appello, dichiara aperta la seduta: «Primo punto all'O.d.G.:
Approvazione verbale seduta precedente. Se qualcuno vuole intervenire, ne ha
facoltà».
Prende la parola il
Consigliere L.: «… … … … … … oltretutto… … … penso che… … … …
ancora… … … … … … … … ……».
Il Presidente ringrazia il
consigliere che ha appena parlato e passa il testimone al consigliere CN. Quest'ultimo,
più fortunato, incomincia la sua esposizione grazie alla provvidenziale e
metaforica riapertura della nostra anta.
Ma non passa molto perché si
ritorni, auspice un birichino refolo di vento, alla drammatica situazione
precedente.
Coinvolto nella discussione,
l'assessore M., spiega le sue ragioni: «…… …… … …… … insomma……… …
… ……… …… …… … … non è vero…… …… … … … … …… …si… …
… ……… … ………… … … … certamente………» Controbatte,
quindi, il consigliere C, il quale ha preparato anche un resoconto scritto che
legge all'uditorio: «…… … … … … … … … perché … … ……
……… …la Giun…… … … … … i rit…… … ……… … … … … …dei ……».
A questo punto, il primo
cittadino, chiamato in causa, corregge la dichiarazione appena sentita: «signori……
… … …… … controvers…………
neppure… … … che potrei……
… ……… …… ……… …………
».
Interviene di nuovo il
consigliere CN., particolarmente baciato dalla dea bendata, che ha così modo di
farsi ascoltare senza problemi. Ma appena egli cede la parola, l'anta ballerina
si richiude ancora una volta ed oscura impietosamente la voce del consigliere
M., le cui argomentazioni diventano, come le altre, esclusivo appannaggio dei
pochi annoiati testimoni del pubblico. E per quanto il battagliero consigliere
si adoperi nel suo appassionato eloquio, i poveri radio-ascoltatori non possono
fare a meno di constatare l'inadeguatezza del proprio apparecchio ricevente, che
non ne vuol sapere di restituire in termini accessibili parole e frasi di così
grande importanza.
Si rivela inutile spostare
la manopola dell'audio, così come si rivela altrettanto inutile armeggiare
sull'antenna o agire delicatamente sulla frequenza.
In compenso, chissà come,
sulle altissime autostrade dell'etere vengono trasportati i più incredibili
suoni. Miagolii, commenti sottovoce, dialoghi e pubblicità lapalissianamente
televisivi, rumorini inesplicabili, voci assolutamente avulsi dal contesto
consiliare. Insomma, tutto fuorché il dibattito di cui i mortarellesi
vorrebbero conoscere l'eccitante contenuto.
A questo punto è lecito
chiedersi se la sventurata situazione sia a conoscenza dei responsabili
dell'emittente locale che si occupa della trasmissione dell'evento. Se è un
mero problema di latitanza di microfoni, possibilmente legata ad evidenti
problemi di bilancio, propenderemmo per un consiglio: garantire la presenza di
un paio di hostess (le cui fattezze richiamino, possibilmente, l'evocativo nome
che la radio suggerisce) che si incarichino di porgere, con un sorriso e molto
charme, il microfono in questione al consigliere di turno, la cui voce,
pertanto, raggiungerebbe senza difficoltà le orecchie di quegli abitanti di
Mortarello che si sono sintonizzati per seguire il civico consesso.
C'è il rischio, però, che i
mortarellesi, dopo avere malauguratamente ascoltato i discorsi dei propri
rappresentanti, ne possano ricavare una delusione maggiore rispetto a quando non
percepivano altro che il suono di vaghe e fluttuanti parole. In questo caso
l'unica soluzione possibile sarebbe quella di rivolgere il proprio apparato
uditivo verso fonti sonore di carattere alternativo (preferibilmente di natura
musicale), lasciando che gli ectoplasmici andirivieni delle onde veneree non
tormentino più, con le loro sconvolgenti apparizioni e sparizioni, il fragile
sistema nervoso degli spazientiti ascoltatori. |