Si formò nell'ambito del tardo manierismo fiorentino per cui, quando verso il 1601 si trasferì in Sicilia, ne diffuse le tecniche raffinate ed attente ai gusti degli aristocratici. Tuttavia, subì pure il fascino di certe atmosfere caravaggesche, anche se non ne colse il drammatico senso della morte.

Visse ed operò a Militello dal 1612 al 1614 (con divin pennello, secondo le parole del poeta Mario Tortelli, che gli fu amico).

Di lui ci restano un San Carlo Borromeo e un San Francesco nel Museo San Nicolò ed una Madonna degli Angeli nella Chiesa del Convento dei Cappuccini, Santa Maria degli Angeli.

(A cura di S.P. Garufi)

 

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