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(la vera storia della questione religiosa di Mortarello) di Nicolino Stellario
(sabato 1 aprile 2006) Nel 1130 Ruggero il Normanno, appena fresco di diploma, decise che era giunto il momento di ricostruire la chiesa di Santa Maria di Mortarello, che un certo Bertrando aveva ereditato dal padre Alfio e per la quale quest’ultimo era giunto successivamente in lite con i Saraceni per una questione di pascolo di anime.Nel frattempo un’altra chiesa di Mortarello, quella di San Nicolò, aveva trovato rifugio fra le grotte del paese e a poco a poco i bizantini, che vi bivaccavano, decisero che era giunto il momento di chiedersi chi fosse il patrono o la patrona del paese.Fu interpellato don Pietro Carrera, il quale non era ancora nato ma già la sapeva lunga su queste cose. Egli scoprì infatti con circa 500 anni di anticipo che la patrona era soltanto la Madonna, in quanto di sesso femminile, e il patrono era soltanto San Nicolò, in quanto di sesso maschile.Intanto, di sottecchi, il neonato partito del Salvatore, i cui componenti erano imparentati con gli eroi omerici, si ritagliava il proprio spazio vitale nei nuovi quartieri cittadini, nell’attesa che qualche vescovo borbonico gli assegnasse il doppio titolo del patronato e della madricità parrocchiale.La chiesa di Santa Maria cresceva e si moltiplicava, anche grazie al contributo dei fedeli di Barrafranca, che sovente non disdegnavano di trascorrere le ferie a Mortarello, divenuta una rinomata stazione a causa della sua aria salubre. Ma a San Nicolò non si stava con le mani in mano, tanto che i devoti, per sabotare gli arrivi delle comitive turistiche, disseminarono nelle campagne una moltitudine di croci greche a guisa di segnaletica indicanti il famoso fosso del Carcarone. È per questo motivo che nacque la vicina necropoli di Castelluccio, dove venivano sepolti i malaccorti visitatori precocemente sfracellatisi nel tristo dirupo.Le guerre dei santi non diminuivano. Vescovi, sacerdoti, sagrestani, parroci, chierichetti e perpetue facevano il possibile per intorbidare le acque. Fu allora che a qualcuno venne in mente di usare le armi. E la scintilla del fuoco santo divenne un incendio sempre più grande e ingovernabile. Bombe, miane, mortaretti, tric-trac e moschetterie ebbero delegato il compito di dirimere la controversia.(indice) |