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(la vera storia della questione religiosa di Mortarello) di Nicolino Stellario
IV (giovedì 18 maggio 2006) Lo stesso eroe dei due mondi, la cui camicia rossa indicava chiaramente la sua partigianeria per il Salvatore, si dimostrò molto equanime e generoso, non facendo pesare al ragazzo la sua invalidità. Qualcuno infatti aveva dato ad intendere ai garibaldini che a Mortarello, per una mera questione genetica, sopravvivevano, fra innumerabili stenti, alcuni portatori di handicap, che venivano ad aggiungersi agli ipovedenti, ai sordi preverbali, ai diversamente abili. Si trattava dei non nicolini, che ricordavano molto da vicino i non morti di zombiana memoria.Garibaldi si appassionò alla triste storia del giovane Vadalà e gli fece indossare una sgargiante divisa che gli consentì di rimanere infiltrato fra i volontari fino a quando non partì la corriera della SAIS-INTERBUS per la Germania. La cuccetta, precedentemente prenotata a suo nome, venne assegnata ad un musulmano di razza m-ariana. In paese la sorte del neo-garibaldino fu presto dimenticata e ricominciarono i secolari dissapori fra le chiese, anche se era avvenuto che, durante il vuoto di potere determinato dall’assenza temporanea del Cucuzzaro impegnato a rapare l’avversario, il fresco prete del grandioso monastero posto nel nuovo quartiere settentrionale aveva posto sul campanile della propria chiesa il vessillo dell’indipendentismo benedettino. Un drappo biancoverde che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto sostituire gli stendardi biancorossi e biancocelesti delle parrocchie che si contendevano la simpatia dei fedeli. La “rivoluzione” durò lo spazio di un mattino, infatti a sera era già tutto finito, anche perché tutti quanti avevano fame e in ogni famiglia le brave massaie mortarellesi avevano già apparecchiato il desco.Durante i festeggiamenti in onore della Madonna avvenne che tutto ad un tratto si scatenò un violento nubifragio. I mariani richiusero in un battibaleno le porte della loro chiesa lasciando fuori tutti i devoti, fra cui molti nicolini. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Furono subito allertati i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia della Provincia Regionale di Catania, la Protezione civile, nonché l’Interclub locale (che in quanto a pioggia di lacrime non aveva niente da invidiare a nessuno), oltre ai Figli della Lupa e alla ronda bolscevica di stanza al confine austro-ungarico. Questa volta i nicolini volevano andare fino in fondo, e fu così che lo toccarono veramente.(indice) |