(la vera storia della questione religiosa di Mortarello)

di Nicolino Stellario

VI

(domenica 18 giugno 2006)

Così, i due comitati, non ebbero difficoltà ad ottenere dai rispettivi protettori, assisi negli alti scranni dell’Assemblea Regionale, le opportune dritte per accaparrarsi per un consistente lasso di tempo, le favorite dei politici palermitani, e come per un sottile gioco del destino, ai nicolini vennero affidate delle ambasciatrici dai tratti somatici mediterranei e ai mariani delle bellezze tipicamente normanne. Come finì la cosa è ben noto.

Grazie ai provvidenziali uffici delle buone signorine, benevolmente inviate dai solerti onorevoli siciliani, l’UNESCO riconobbe le straordinarie peculiarità delle maggiori chiese nostrane e diede il via alla più tragica storia recente del paese dei fichidindia barocchi. A parte l’indubbio vantaggio elettorale ottenuto dai deputati che erano stati artefici dell’incredibile evento nelle successive elezioni primaverili, non si raggiunsero altri apprezzabili risultati.

Una molteplice serie di fantomatiche società, un vero e proprio sterminato esercito di avvoltoi e cornacchie di varia natura, presero a bombardare il Comune con profferte, suggerimenti e richieste, decantando le loro eccelse qualità nell’allestire manifestazioni, spettacoli, pubblicazioni, reportages, inserti pubblicitari. A queste si aggiunse la longa manus delle istituzioni nazionali che, non si sa se per calcolo o per ingenuità, si attirarono addosso, come una carta moschicida, l’incommensurabile esercito di tutti i teatranti, coreografi, musicisti, ballerini, clavicembalisti, organisti, flautisti, suonatori di arpe celtiche e spinette, violisti, violinisti e mandolinisti, maestri di cappella, voci bianche, soprani, tenori, registi, artisti, compositori, ed il non meno mastodontico corollario dei vari editori, stampatori, grafici, collaboratori, attacchini, addetti alle pubbliche relazioni, storici delle corde di violino e delle assi del palcoscenico.

La situazione divenne ben presto insostenibile. Dopo solo pochi anni di rappresentazioni a vuoto, che richiamavano solo una infinitesima parte del grande pubblico e degli innumerevoli turisti che qualcuno molto ottimisticamente aveva preventivato, il governo nazionale decise di dare un taglio netto alla corte dei miracoli che, con il pretesto della esaltazione del barocco locale, era divenuta una specie di mostro dalle mille teste, mentre le Nazioni Unite decisero di tagliare i rapporti con Mortarello degradandolo da comune UNESCO a comune… PITTORESCO, per via delle caleidoscopiche e fumose liturgie patronali che, a detta dei santoni dell’ONU, non contribuivano al decoro della importantissima istituzione mondiale.

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