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(la vera storia della questione religiosa di Mortarello) di Nicolino Stellario
VIII (martedì 18 luglio 2006) La questione finì addirittura al T.A.R. del Lazio, presso la cui sede una folta delegazione di mortarellesi di entrambi gli schieramenti, armati dei propri vessilli e dei propri stendardi ecclesiastici, accolse con straordinario cordoglio la notizia della conferma della penalizzazione già comminata dalle autorità sportive, vale a dire la retrocessione in serie C1 e la penalizzazione di 5 punti a San Nicolò e 6 punti a Santa Maria da scontare nel campionato successivo. Naturalmente quel punto di differenza bastò per rinfocolare vecchi e astiosi rancori.I mariani, in un battibaleno, organizzarono un campionato autonomo da svolgersi davanti al piazzale del Santuario, ma non essendoci la disponibilità di regolari squadre disposte a giocare per un intero campionato, si preferì accogliere il suggerimento della grande cavallerizza donna Giovanna d’Austria. Fu così che nacque il famoso palio della Madonna che si corse per circa duecentocinquanta anni, dal 1446 al 1954, allorché fu sostituito dalle sfilate di moda del noto stilista Andrea Bella Robba.Un punto a favore della frangia mariana era costituito dalle aderenze che essa aveva instaurato col potere locale già dal tempo del marchese Fortebaldo, per cui non era stato difficile fare ottenere più volte l’elezione alla più alta carica municipale al proprio rappresentante. Un risultato che, secondo la parte avversa, era stato possibile solo grazie a certi oscuri maneggi la cui tradizione si era ormai largamente consolidata. E in effetti tale sospetto era più che mai giustificato, in quanto, non si capiva come lo stemma comunale era tutto ad un tratto divenuto biancoceleste, con un soldato dalla faccia tipicamente mariana, impugnante una lancia con la punta stellata e la scritta “Viva Maria” in evidenza sullo scudo.Ipso facto i nicolini con una assemblea straordinaria elessero il cosiddetto “ottavo savio” e lo battezzarono Ràntolo. Era lui che avrebbe dovuto occuparsi delle esequie delle verità storiche e della democrazia, ormai irrimediabilmente insozzate dalla melma mariana. La mossa fu chiaramente provocatoria, ma sortì l’effetto di indirizzare i favori degli indecisi sulla parrocchia nicolina, che tutto ad un tratto raddoppiò il numero dei simpatizzanti e ci fu bisogno di ben due matrici per accogliere i fedeli in occasione delle grandi solennità religiose.(indice) |