|
|
|
(la vera storia della questione religiosa di Mortarello) di Nicolino Stellario
XI (venerdì 8 settembre 2006) La… refurtiva era stata poi riconsegnata dopo lunghe trattative, auspice il console Corbello, tanto rozzo ma tanto bello, che era riuscito a mettere d’accordo i due partiti in lizza, convenendo con i seguaci del Salvatore che avrebbero dato ad intendere ai mariani di come il prezioso reperto fosse stato rinvenuto nella toilette privata del barone Cucuzzaro, il quale lo aveva usato per tirare la leva dello sciacquone.Terminata l'opera di svuotamento il tutto si rivelò molto più ampio di quanto fosse lecito aspettarsi. Il progettista degli interni, don Giuseppe Pagnotta, dell’Ordine dei Pane e Bene Fratelli s.n.c., consegnò infatti un plastico di rara perfezione stilistica e formale. Almeno sulla carta il museo era pronto. Esso comprendeva un grande atrio d’accesso, di metri 60 x 90 x 60 (le canoniche misure del seno, della vita e dei fianchi), con decine di palme nane e siepi di ligustro, e una fontana centrale raffigurante il patrono che regge in mano un parasole a strisce bianche e rosse; un androne colonnato che precedeva una imponente scalinata (e che sarebbe servita, molti secoli dopo, da modello agli architetti della famosa reggia di Caserta), alla fine della quale iniziava un lungo corridoio su cui si aprivano circa 150 stanze di 400 metri quadrati ciascuna.Per l’arditezza delle soluzioni il progetto fu premiato con la Zucchina d'Oro all’Esposizione Nazionale del Paese dei Balocchi del 3216 a.C., XX Dinastia, patrocinata dal Ministero per le Strambe Opportunità, in collaborazione con l’Assessorato ai mariani 'ncutugnati del Comune di Mortarello, sponsorizzato da Le Tenaglie Sadiche di Madame Crucifix. Ma come è noto, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Lo Jonio, in particolare, che fra la Sicilia e la Calabria si restringeva improvvisamente, dando adito a fantasiosi progetti di attraversamento che il governo di centrosinistra si premurò di scoraggiare per fare dispetto al precedente governo di centrodestra, lasciando nello scoramento i comitati di Scilla e Cariddi, notoriamente favorevoli alla costruzione di un ponte che unisse le due sponde.Il primo ministro, Mariano Prodi, mal sopportava l’influenza dell’eroico Berluscola Pesce, il cui nome tradiva l’appartenenza nicolina, facendo tutto quanto fosse in suo potere per contrastare la faraonica opera.(indice) |