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(la vera storia della questione religiosa di Mortarello) di Nicolino Stellario
XIX (lunedì 8 gennaio 2007) Il personaggio in questione aveva raccontato di un culto mariano molto diffuso che, a suo dire, era comprovato dalla pressoché continua esecuzione di una canzone popolare da parte di giovani e vecchi, le cui frasi principali erano “regina son dell’amor” e “stella di vivo splendor”. Il passaggio dalla stella alla… Madonna della Stella fu quasi istantaneo.In men che non si dica lo Spergiuro tempestò di e-mail e fax la segreteria della Chiesa di Santa Maria, chiedendo ripetutamente che una delegazione mariana, in rappresentanza della popolazione mortarellese, organizzasse un pellegrinaggio di fede nel paese dagli occhi a mandorla. A dire il vero, anche qualche anziano parrocchiano aveva scovato nei suoi tremuli ricordi quelle parole d’amore e splendore, ma con tutta la propria buona volontà trovava molte difficoltà a collegarle alla Madre di Dio. Fin quando qualcuno non osò riferire l’irriferibile.Quei versi così accorati e quasi mistici non appartenevano ad un canto di fede ma descrivevano le voluttuose prerogative di una esuberante fanciulla spagnola, molto versata negli scambi di effusioni e nelle tenerezze con l’altro sesso. Purtroppo di questo ci si accorse quando già era partita la macchina organizzativa tendente al gemellaggio e la delegazione si apprestava ad imbarcarsi sul traghetto Messina-Villa San Giovanni, in pieno sciopero degli appartenenti alla categoria Acqua alla Gola CGIL-CISL-UIL, manovrati dall’astuto Berluscola Pesce che, da quando era all’opposizione, faceva tutto il possibile per sabotare qualsiasi iniziativa, non disdegnando le alleanze più strane e composite.Dal campanile mariano partì immantinente uno stormo di piccioni recanti il contrordine firmato dal reggente don Liborio Mastrodieci, esponente di spicco del WWF, che per dimostrare il suo attaccamento alla causa aveva sposato morganaticamente ben 10 di quei simpatici uccelletti. Giunti nel cielo dello Stretto, però, i docili pennuti furono selvaggiamente impallinati da un drappello di fantomatici cacciatori calabresi, stranamente inneggianti al Divinissimo e all’Unico Patrono del mondo. Le agenzie diffusero subito la notizia della strage di quegli innocenti volatili, la cui vicenda, ad imperitura memoria, costituisce uno dei passi più tremendi del Nuovo Testamento.(indice) |