(la vera storia della questione religiosa di Mortarello)

di Nicolino Stellario

XXI

(giovedì 8 febbraio 2007)

281 furono costretti ad arruolarsi nelle orde barbare che infestavano le contrade dell’Impero Romano. Altri 158, spintisi pericolosamente fino alle freddissime terre siberiane, sono stati da poco ritrovati in perfetto stato di conservazione da una spedizione scientifica russa, mentre 27 abbracciarono la fede tibetana. Dopo questo vero e proprio sterminio furono solo in 7 ad arrivare in Corea, ai quali si aggiunsero le inossidabili e graziose scosciatelle che, per ovvi motivi, non sottostavano ad alcun tipo di ostacolo o di privazione.

I 25 sopravvissuti si presentarono ad uno degli innumerevoli posti di controllo confidando nella cordiale accoglienza dei soldati confinari. Purtroppo vennero subito arrestati e tradotti nel carcere di massima sicurezza di Don Miling, dal nome dello spietato direttore che vi dettava legge. Non potendo fare affidamento sul dialogo, causa le enormi differenze linguistiche, le scosciatelle cercarono di irretire le guardie carcerarie col loro fascino siculo-mediterraneo.

Il reverendo Miling, noto per la sua intransigenza morale che gli aveva causato forti attriti anche con il Vaticano, riferì l’accaduto al presidente Bum Bum Yong, il quale diede ordine di puntare uno dei suoi 24.516 missili atomici “intelligenti” a lunga gittata verso Mortarello. Il resto è storia.

Era l’alba del 29 agosto 1945 (il giorno in cui iniziano ufficialmente le celebrazioni della festa in onore della Madonna). I mortarellesi, videro arrivare uno strano globo di fuoco. Tutti pensarono istantaneamente che si trattasse dell’ennesima trovata dei mariani per abbellire la loro festività. Molti (i nicolini) già fremevano per l’invidia. Pochi percepirono di cosa effettivamente si trattasse. Dopo alcuni secondi di attesa, durante i quali la palla di luce rimase sospesa in aria, un po’ per acclimatarsi, un po’ per decidere dove andare a posarsi e un po’ per scattare qualche fotografia aerea del sito da spedire via web al presidente coreano, avvenne il più tremendo botto che mai era stato sentito nei lunghi anni delle contese religiose mortarellesi.

Il comitato del Salvatore si riunì immediatamente per studiare le contromisure da adottare in futuro, al fine di contrastare l’indubbio impatto ottenuto da quella che ritenevano una iniziativa dei rivali. I mariani, dal canto loro, non riuscivano a spiegarsi l’accaduto, anche se molti di loro gongolavano per l’esplosiva ed inattesa novità.

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