(la vera storia della questione religiosa di Mortarello)

di Nicolino Stellario

XXIV

(Domenica 18 marzo 2007)

Travolgendo i cameramen della TRAM TV (che in pratica erano… uno solo, in quanto nelle altre postazioni c’erano solo dei manichini a causa delle esiguità di bilancio), accerchiarono la statua del patrono dando sfogo al loro incontenibile entusiasmo, mentre dalle manine degli angioletti si aprirono al vento improvvisamente tante bandierine biancocelesti, i colori mariani per eccellenza. Quel che avvenne dopo è ancora coperto dal segreto istruttorio. Comunque tutti i testimoni sono concordi nel non ricordare nulla, sia che si tratti di individui di parte nicolina o di parte mariana, compresi i manichini-cameramen.

Le registrazioni televisive sono introvabili, così come le corrispondenze delle centinaia di testate giornalistiche estere ed interplanetarie, sparite anch’esse nel nulla. Si ipotizza l’intervento di una oscura potenza aliena, proveniente dalla costellazione della Medusa, autrice di una distorsione spazio-temporale che avrebbe alterato la percezione cognitiva del substrato galattico con relativa implosione in un buco nero interstellare in corrispondenza della fase elicoidale della sospensione strutturale anamorfica.

È stato possibile conoscere, pur se parzialmente, gli eventi sopra descritti, soltanto grazie all’intervento di una consorteria di medium finanziata da una commissione paritetica interpatronale che ha dirottato alcuni fondi, in origine destinati ai fuochi d’artificio, per la ricerca e la spiegazione di tale inconsueto, assurdo e inspiegabile fenomeno accaduto molti secoli fa.

Riguardo alla rusticana emittente televisiva mortarellese, essa conobbe il suo periodo di maggiore fulgore dagli anni ’30 del XVIII secolo fino al 18 agosto del 1729, quando, in occasione dell’anniversario dell’incredibile evento di cui si è detto prima, i nicolini distrussero le sue sofisticatissime apparecchiature, create dal nulla dal poliedrico inventore Stanco Pernulla, il quale aveva anche progettato l’intricata rete di binari su cui scorrevano le telecamere (da qui il nome di TRAM TV). I binari in questione erano stati impiantati all’interno del perimetro cittadino, ed il tutto era stato completato con dei passaggi a livello strategicamente fissati nei punti dove avvenivano i riti più importanti delle due feste, al fine di bloccare la ressa dei devoti e permettere una fedele ripresa degli avvenimenti.

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