(la vera storia della questione religiosa di Mortarello)

di Nicolino Stellario

XXV

(Domenica 8 aprile 2007)

Ovviamente, i soliti incontentabili di entrambi gli schieramenti trovavano sempre il modo di lamentarsi se non addirittura di sabotare tout court le registrazioni. C’era chi contestava l’inquadratura eccessiva del simbolo mariano; chi voleva che l’immagine della Chiesa Madre fosse un po’ più defilata; chi voleva in primo piano il viso del Salvatore; chi non accettava il confronto tra la durata dei fuochi delle due parti, sospettando qualche provvidenziale taglio in regia a favore di questo o di quello; chi faceva capolino ad arte in tutti i buchi utili al fine di guastare le riprese; chi si faceva scappare una imprecazione a mezzo centimetro dal microfono della telecamera; chi urtava, non si sa quanto involontariamente, il cameraman, facendo ballonzolare le immagini; chi rimaneva fermo in qualche punto cruciale manifestando evidenti segni di sordità ai continui richiami del regista. Tutti questi inconvenienti si ripercuotevano sulla produzione delle videocassette, molto attese soprattutto dai mortarellesi emigrati in terra straniera (Scordìa, Palagonìa, Ramacca, Mineo, Vizzini, Licodìa e in posti anche più lontani), in quanto in sede di montaggio il volenteroso Pernulla doveva armarsi di forbici e nastro adesivo per cercare di ricostruire i poveri resti di un filmato disperatamente balbuziente.

Sennonché...

Ops! Hanno suonato alla porta. Chi può essere a quest’ora? (È la classica frase che si dice in questi casi). Sembrano essere persone in divisa. Anzi, una è in divisa, una è in moltiplicata, una in sottratta ed una in addizionata. Evidentemente devono fare una certa operazione. Solo che temo la debbano fare nei miei confronti.

“Prego, entrate pure”, dico io. “È lei il sig. Nicolino Stellario?”, dice l’uomo in divisa. “Per servirvi”, rispondo io. “Ci risulta che lei da qualche tempo a questa parte abbia preso il gusto di dileggiare le onorate tradizioni locali. Abbiamo, in merito, una particolareggiata relazione dei nostri servizi paranicolino e paramariano”, dice l’uomo in moltiplicata. “Se vi riferite alla mia umile opera di divulgatore storico vi sbagliate di grosso”, dico io. “E invece non ci sbagliamo affatto. Prima di tutto lei ha violato gli articoli 8, comma 7, e 18, comma 17, del Regolamento sulla partigianeria delle memorie sulle prerogative e feste patronali, che prevede espressamente per chiunque l’inderogabilità della facoltà di stendere rapporti o scrivere pubblicazioni riguardanti la nostra gloriosa guerra dei santi, se non si è inoppugnabilmente di una parte o dell’altra”, dice l’uomo in addizionata. “Ma io credevo che l’imparzialità fosse la migliore delle garanzie!”, dico io. “Neanche per sogno. Mostri un documento comprovante la sua fede nicolina o mariana”, dice l’uomo in sottratta. “Sentite, io già nel nome e nel cognome, porto addosso la prova della mia duplice appartenenza di fede e pertanto...”, dico io. Ma mi interrompono subito. “Caro amico, ... anzi caro nemico”, dicono in coro l’uomo in divisa e l’uomo in addizionata, “lei sta tergiversando. Non ci risulta che abbia mai provocato disordini durante le feste, o seminato zizzanie di alcun tipo, o abbia vantato una delle due emule parrocchie. Insomma, lei non è nemmeno neutrale, è proprio un neutro!”. Non faccio nemmeno in tempo a dire altro. Gridando “Viva Maria e suo figlio Totò” l’uomo in sottratta e l’uomo in addizionata si prendono il computer (completo di monitor, mouse e tastiera) staccando furiosamente i cavi dalla rete elettrica, mentre l’uomo in moltiplicata si incarica di requisire dischi e dischetti. L’uomo in divisa controlla la regolarità delle operazioni (sennò la divisa che la porterebbe a fare!). Noto che mi stanno rilasciando regolare quietanza di sequestro conservativo, cautelativo e definitivo. Ancora l’uomo in divisa si affaccia alla finestra e fa un cenno. Mortaretti a ripetizione celebrano l’evento. Le immagini dei divini patroni arrivano a lambire il davanzale per poi essere portate via dal vento. I quattro aritmetici sgherri mandati dai festaioli se ne vanno soddisfatti. “Ma almeno chiudete la porta, che c’è corrente!”, grido io. Macchè, sono già spariti.

Un’altra scomoda verità è stata consegnata alla storia per non essere mai rivelata. In nomine Patri et Patroni. Amen.

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TITOLI DI CODA

® 2006-2007

opera buffa e beffarda di

Nicolino Stellario©

una mefitica emissione di

www.militello.info©®

 Si ringraziano le generazioni di mortarellesi, passate, presenti e future,
per il loro insostituibile contributo,
senza il quale questo scritto non avrebbe mai visto la luce.

  Nicolino Stellario è una invenzione di P.S. Basso

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