Sabato 22 marzo 2008

provo vergogna (di Sebastiano Caruso*)

Con grande rammarico ho letto la lettera, veramente accorata, dell'amica Noemi. Il suo sfogo è comprensibile e va accolto da tutti i militellesi, cittadini e amministratori, e deve portare a delle serie riflessioni. Io stesso a leggere quella lettera provo vergogna per tutto quello che noi "bontemponi militellesi" stiamo combinando; stiamo distruggendo un gioiello, stiamo depauperando ciò che i Signori di un tempo ci hanno lasciato.

È veramente inaccettabile il modo di gestire la Città da parte di chi amministra e il modo di viverla da parte di noi cittadini. Non è possibile vedere auto in sosta un po' ovunque; non è possibile che lavori come quelli della pavimentazione delle piazze possano essere collaudati cosi come sono (è uno scempio); non è possibile vedere quei blocchi di cemento dinanzi ad un Monastero del 1600; non è possibile vedere l'asfalto sotto la torre del Castello, non è possibile vedere la Villa "Vittorio Veneto" distrutta dai vandali, ecc...

Potrei continuare ancora a lungo, ma chi mi conosce sa che lo faccio da cinque anni scrivendo su un volantino. Tanti ci hanno accusati di essere duri, o addirittura "partigiani", ma non si può nascondere lo stato di fatto di una città che va allo sbando. Tante volte mi sono sforzato di vedere qualcosa di positivo, ma c'è sempre stato qualcos'altro che ha distrutto quello che sembrava un sogno...

Pazienza cara Noemi, da parte nostra è importante fare il dovere di cittadini ligi... al dovere; che amano la città e, chissà, convincere chi siede negli scranni del Palazzo che c'è gente che ama questa città e che esige che sia curata.

Grazie per l'ospitalità.

* direttore responsabile di Militum Tellus, periodico militellese di informazione.


Domenica 2 marzo 2008

COM'è possibile? (di Noemi Manzella)

Dovrei iniziare questa e-mail con il classico: "alla cortese attenzione di", ma non sapendo realmente a chi rivolgermi in prima persona, preferisco non specificare il destinatario. Soprattutto perché a mia discrezione la questione che solleverò non riguarda una sola persona in particolare, ma bensì a grande scala interessa sia il singolo cittadino militellese che   l'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura), di cui dal 2002 Militello in Val di Catania fa parte.

Anni fa venni a conoscenza del progetto di riqualificazione del centro storico di Militello, questa notizia mi rese davvero felice, sia perché pensai che finalmente qualcuno si fosse accorto delle grandi potenzialità che un paese ricco di storia e di tradizioni ha, sia perché immaginai che ciò avrebbe reso l'attuale Militello degna di essere l'erede del paese in cui ai tempi del Branciforti e di Donna Giovanna d'Austria era concentrata tutta la cultura del Val di Noto.

Successivamente quando mi capitò di dover scegliere, per motivi universitari, un paese da studiare, sia da un punto di vista storico che urbanistico, la mia scelta ricadde immediatamente su Militello. Rimasi estasiata dal fascino della sua storia, ma completamente delusa da tutto ciò che tutt'oggi a Militello risulta in uno stato di completo abbandono: verde pubblico, infrastrutture, etc.

L'idea di una riqualificazione del centro storico mi fece pensare ad una rinascita del paese, finalmente qualcuno si stava rendendo conto che bisognava far qualcosa per tutto quel patrimonio storico. Durante la mia analisi mi è capitato di osservare le tavole del progetto di riqualificazione, ma soprattutto di vedere in prima persona lo svolgimento dei lavori (non mi soffermo su tutti i problemi causati da quest'ultimi, noti un po' a tutti).

Il motivo che mi ha portata a scrivere è stato il vedere i lavori  velocemente accomodati in alcune zone. A testimonianza di ciò vi allego delle foto, da me scattate, di alcuni particolari. Alla visione di codesti e di tanti altri problemi che predominano la ragione militellese, le domande che mi sorgono spontanee sono molte:

- Com'è possibile che dopo tutti i soldi investiti non si è capaci di rifinire con un minimo di attenzione e buon gusto?

- Com'è possibile che delle strade di un centro storico, teoricamente adibite a traffico limitato, servono invece come posteggio per le auto dei cittadini?

- Com'è possibile che le strade sono piene di sporcizia e non sono mai state pulite dopo i lavori?

- Com'è possibile che un paese come Militello, piuttosto che giocare sull'originalità, è stato vittima dell'avvento un po' comune della pietra lavica?

- Com'è possibile che nessuno veda questi problemi?

- Com'è possibile che l'interesse di tutti sia solo quello di pensare a se stessi?

- Com'è possibile che adesso in vicinanza delle elezioni tutti ci prometteranno delle cose, che non manterranno mai, e noi come ombre senza ragione saremo li a votarli?

- Com'è possibile che stiamo facendo morire il NOSTRO PAESE?

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Sabato 1 dicembre 2007

LAGALLA o il gallo? (di Giuseppe Pollina, cittadino)

Ancora una offesa alla Città… ai suoi bisogni… alle sue attese…

Dopo inutili parole, inconsistenti impegni, fiumi di ipocrite dichiarazioni… carramba che sorpresa!!! Adesso l'assessore si degna…

Verrà a Militello per “illustrare il nuovo piano della rete ospedaliera ed il riassetto della sanità nel Calatino-Sud Simeto”.

Le prestigiose locali autorità hanno ottenuto la disponibilità di Lagalla a partecipare ad una riunione istituzionale al Comune. Talmente istituzionale che le stesse autorità hanno escluso la convocazione di una seduta straordinaria ed aperta del Civico Consesso. Però oltre ai capigruppo consiliari di Militello saranno ufficialmente invitati i Sindaci del Calatino-Sud Simeto che potranno chiedere chiarimenti sugli effetti del nuovo piano di contenimento della spesa sanitaria e sulle eventuali aggregazioni dei nosocomi.

Ma giusto così… perbacco!!! Ci mancherebbe… il Consiglio straordinario… la pubblica Assemblea… non si sa mai…. Magari qualcuno può sbagliare un congiuntivo o non essere sufficientemente reverente nei confronti del nobil uomo… o non trovare la cravatta per l'occasione o gli accessori sul tailleur di circostanza… le istituzioni vanno rispettate, e basta!!!


Giovedì 20 settembre 2007

FESTE RELIGIOSE, è ora di cambiare (di Graziano Lo Presti)

Questi giorni di fine settembre sono, ogni anno, quelli dei bilanci, dei confronti, insomma delle analisi sull'estate appena trascorsa, con attenzione principale ovviamente ai due appuntamenti folclorico-religiosi più importanti - e, purtroppo - ormai quasi gli ultimi della città, cioè le festività del Santissimo Salvatore e della Madonna della Stella (in rigoroso ordine temporale). Le disamine, tuttavia, lungi dall'essere critiche (nel senso più proprio del termine), negli atrofizzati cervelli militellani finiscono per aggrapparsi a tre quesiti: come sono stati i fuochi pirotecnici? quanti soldi sono stati raccolti? quanta gente c'era?. Rari sono, invece, i discorsi sulla fede, sulla partecipazione religiosa. Già, per noi - per voi! - militellesi, l'aspetto propriamente religioso finisce con l'essere il contorno accessorio, e non il fulcro necessario, delle ricorrenze agosto-settembrine.

E ciò è un male se poi si riflette (come accade) sulla partecipazione religiosa concreta e quotidiana, cosicché pochi sono i fedeli "degli undici mesi" e, al contrario, tantissimi quelli "dei quindici giorni", assidui nelle preghiere davanti al santo - quale che sia, non fa differenza - e dimentichi della semplice Messa domenicale non appena lo stesso santo si nasconde dietro le porte di bronzo o di marmo. E allora, svuotandosi pian piano degli essenziali contenuti devozionali (intesi sul piano intimo e non esteriore), le due manifestazioni si concentrano, come detto, sui tre aspetti folclorici già citati; ecco perché pare opportuno riflettere proprio su questi, analizzando come e quanto hanno influenzato l'organizzazione e la concezione stessa delle feste.

Riguardo i fuochi pirotecnici, il campo è inequivocabilmente nostrano: noi ne vediamo ad ogni occasione (perfino per i compleanni!), approntiamo classifiche e paragoni, ci sentiamo proprio tutti dei veri esperti; eppure dovremmo sentirci tutti un po' incoscienti, per almeno due ragioni. Dal punto di vista economico, i "botti" succhiano la maggior parte dei budget (già non stratosferici) delle manifestazioni, lasciando ben poche migliaia di euro a coprire tutto il resto (dalle bande musicali agli eventi degli ottavari), con inevitabili conseguenze nella qualità o nella quantità delle scelte possibili; scegliere di puntare tantissimo sui fuochi, dunque, è anzitutto indice di scarsa organizzazione delle risorse. Sul piano dell'attenzione al sistema-città, poi, i giochi pirotecnici sono dei veri e propri "emblemi" dell'indifferenza, nella quale ormai Militello annega da anni: è inammissibile, infatti, consentire l'esecuzione di "botti" - spesso anche esagerati - a pochi metri dagli spettatori, così come è inammissibile consentire il posizionamento dei mortai in prossimità (se non sui tetti!) di capolavori architettonici riconosciuti anche dall'Unesco, Santa Maria e Chiesa Madre in testa. Ma già... riconosciuti dall'Unesco, non da Militello!

Un altro fronte "caldo", per così dire, è quello dei soldi; anzi, per essere precisi, dei contributi per la realizzazione delle feste. Spesso si sente dire che «le feste non si possono fare più come una volta...», affermazione condivisibile specialmente alla luce del fatto che il costo della vita è aumentato in tutto, dalla benzina agli spettacoli e, da ultimo, al pane. Epperò, è anche vero che ci si culla ancora su un sistema di cinquanta e passa anni fa, con la gente che dava quanto di più caro aveva in onore del Santo al quale era più legata, spontaneamente e sulla spinta di una fede solidissima.

Ma oggi - tra il calo dell'attaccamento e della pratica religiosa e la notevole frenesia degli impegni intricatissimi di ognuno - è chiaro come la raccolta “porta a porta”, o addirittura “col quaderno” per il centro-città, sembri davvero inadeguata. Anche perché, di frequente, la raccolta si trasforma in una specie di registro delle entrate, con nomi e indirizzi di chi dà e chi no, con gli “addetti” a insistere pur di costringere il passante di turno a cavar fuori di tasca 5 o 10 euro. E pensare che parlano di “offerta”… Bèh, andrebbero trovate alternative valide, invece di spremere a fondo una città la quale - pur nel ritardo tipico dei piccoli centri - vive ad ogni modo una vita sociale moderna, relegando l'aspetto religioso sempre più al margine e con gli affanni economici che tutti sappiamo.

Terzo e importantissimo punto è quello della gente o - per usare un'espressione più colorita - della partecipazione di popolo. E qui forma e contenuto divergono nettamente. L'apparenza, infatti, ci mostra che i giorni clou delle due feste “patronali” (sull'attributo un capitolo andrebbe trattato a parte, ma non è il momento) vedono le strade cittadine traboccanti di gente, sia le solite quattromila anime locali sia la moltitudine di turisti giunti dalle località più disparate. L'occhio rivolto alla sostanza, però, fa notare che tantissimi si comportano più come spettatori che come fedeli: seguono le fasi più significative della festa, addirittura abbandonano il santo di turno non ancora rientrato in chiesa per accaparrarsi i “posti migliori”, al fine di godere dei fuochi pirotecnici.

Detto già della scarsa affezione religiosa, i motivi di tale comportamento sono da ricercarsi soprattutto nella inadeguatezza delle processioni nostrane: siamo forse uno dei pochi paesi che vede ancora sfiancanti processioni di sette-otto ore consecutive – assurde per i tempi attuali – a differenza di quanto accade in molti centri del circondario, dove si alternano processioni più brevi tra le giornate delle feste e delle ottave.

In definitiva, volendo tracciare un accurato bilancio delle due feste più importanti della città, dobbiamo riconoscere che esse procedono sulla stessa scia della nostra comunità, tra poche novità e molti schemi decennali e superati, tra il vanto di un passato secolare e la presunzione di potersi cullare solo su di esso...

Occorre darsi una mossa, non c'è dubbio! Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, di diverso, di coinvolgente, che renda viva davvero la città nei quindici giorni della festa, che porti a rivivere le feste stesse come momento di aggregazione e di vera fede. Quel che è sicuro, ad oggi, è che il protagonismo delle bandiere, dei foulard e delle maglie colorate – di rosso o di blu, poco cambia – non vi è affatto riuscito. Occorrono le idee.


Giovedì 20 settembre 2007

SULL'UFFICIO TECNICO (di Sebastiano Campisi*)

Al Sig. Sindaco

Al sito militello.info

LORO SEDI

Non poteva che essere la S.V. il destinatario principale di queste mie considerazioni a margine di un lungo articolo dell'assessore G. della Sua Giunta (apparso su "Il Giornale di Militello" [anno I-n. 4, pag. 2] e qui visionabile, ndr), e il sito militello.info che, forse, gentilmente, mi permetterà di replicare a tante diffuse notizie ed argomentazioni apparse in quell'articolo, certamente nei limiti del mio ruolo di dipendente pubblico offeso dalle dichiarazioni che mi riguardano e non.

Non so se l'assessore G. mi annoveri fra quelli che non rubano il proprio stipendio ed in verità non so neppure se lo stesso G. sa di essere fra gli Assessori del tanto disprezzato Ufficio Tecnico. Certo è che non sa di avere la delega al verde pubblico e non sa neppure che il tanto elogiato CED (del geom. Giacomo Spica Dinatale, che ne ha ottimizzato la realizzazione) fa parte proprio dell'Ufficio Tecnico.

E siccome IO mi firmo per nome e cognome e parlo da cittadino, con responsabilità oltre che con la libertà, ed al di là dal mio ruolo di pubblico dipendente mantengo la mia dignità, voglio esprimere stima e solidarietà al Funzionario ed a tutti i miei colleghi, anche a quelli non direttamente coinvolti ma sicuramente parte integrante dell'Area Servizi Tecnici così pesantemente attaccata.

Faccio parte di quell'Area che sembra essere all'origine di tutti i mali del nostro Comune, eppure per tutti gli anni dell'amministrazione anche di G. quell'Ufficio ha visto il suo Capo Area percepire indennità di posizione ed indennità di risultato, si proprio per quei risultati che non permettono al sig. G. di portare avanti i suoi tanti tanti tanti tanti fantasmagorici progetti già presentati: si occupa di tutto il sig. G.: dal Parco Bottazza alle risorse idriche, dai libri all'UNESCO, dalle sagre ai conferimenti di cittadinanza onoraria: certo per attribuirsi solo meriti perché i demeriti sempre ad altri vanno ricondotti. Ah... ma i progetti (torna utile la citazione della Bassanini) chi li fa, gli Assessori, il sig. G., o forse qualche dipendente?

Ed a proposito di dipendenti dai risultati straordinari l'attento sig. G., che come è purtroppo noto - e me ne dispiace - vede maluccio e, probabilmente, inizia a sentire male se non ascolta anche le lamentele su quei settori.

Sai, paziente lettore che sei arrivato fin qui, ti toccherà sicuramente una replica di G. che troverà sopraffini argomenti e fuorvianti verità, ma vogliamo forse negargli il diritto dell'ultima parola?

Nell'attesa, come da Lei preannunciatomi, delle necessarie iniziative.

 

* responsabile del Servizio Idrico del Comune di Militello in Val di Catania.


Venerdì 14 settembre 2007

VILLA E NON SOLO (di Giuseppe Pollina*)

Mettiamola così...

È stupefacente leggere l'editoriale di Alfonso Magno (pubblicato l'11/9/2007 nella sezione "C'è qualcosa che non va", ndr) sullo stato dei Giardini Pubblici di Militello in Val di Catania.

Così diffusa la mania di avere una opinione su tutto, da dimenticare che le opinioni hanno bisogno di fatti precisi...

Allora solo pochi fatti... nel 1994 lo stato dei giardini pubblici, del viale e del verde a Militello è a tutti noto... diversamente informatevi per favore... il ricorso al personale LSU per la manutenzione del verde è stato uno strumento della amministrazione Lo Presti con Pollina vicesindaco... lo stato della villa sino al maggio del 2003 è facilmente verificabile e, soprattutto, confrontabile con l'oggi... nell'editoriale si legge testualmente "che l'attuale stato di degrado della Villa/Parco delle Rimembranze è identico a quello in cui versava al tempo della sua vicesindacatura!"... NON È VERO!!!

All'editorialista ho da fare una sola richiesta: verifichi! Che fare dopo spetta solo alla Sua coscienza ed alla Sua professionalità...

A margine una sola considerazione. La mia campagna elettorale non è partita adesso... per il semplice fatto che non si è mai interrotto il mio interesse per la mia Città... per me questa è la vera campagna elettorale... l'altra la lascio a chi interessa... pertanto non rendo dichiarazioni "a tempo" o "a scadenza"...

Grazie della ospitalità.

Indubbiamente, in tutta onestà, non posso sapere qual era la situazione nel 1994. Posso solo ricordare ciò che ho visto nel 1999/2000 da... turista e, poi, dal 2001 quando ho... "incrementato" di una unità la popolazione residente. Tralascio gli anni passati, tanti, troppi, in cui, da giovanissimo vacanziero frequentavo la Villa: se qualcuno si avvicinava ad una zona della Villa non fruibile, o se solo giocava con le "papere"... chissà come e da dove, arrivava il custode che subito redarguiva, costringendo alla fuga; e, sempre per tralasciare quegli anni, dopo una certa ora la Villa era chiusa al pubblico. Altri tempi.

Per gli anni a noi più vicini (1999-2007) ricordo una Villa non completamente illuminata (sicuramente un po' meno buia di oggi); ricordo la mancanza delle ringhiere ai lati delle scalinate laterali (oggi ci sono); ricordo la mancanza di cestini per il pattume (da pochi giorni sono riapparsi, ma quanto dureranno?); ricordo i concerti "estemporanei" (ieri come oggi) di percussioni nelle ore notturne estive; ricordo l'acre odore di fumo... proibito (ieri come oggi) che proviene, sempre nelle ore notturne, dalla parte adiacente al Viale delle Rimembranze. Ricordo di non aver mai visto funzionare (ieri come oggi) le fontane del piazzale del Parco; ricordo che le vasche di quelle fontane (ieri come oggi) sono dei contenitori di immondizia; ricordo l'asfalto altamente danneggiato (ieri come oggi) dal radicamento degli alberi in dimora nei pressi della vasca centrale, che ricordo (ieri) senza acqua, ne "papere" (ieri come oggi). Per "completezza di informazione": il danneggiamento dell'asfalto, ben visibile a tutti, non è certo colpa della giunta Musumeci, né della giunta Lo Presti, né delle giunte precedenti! È colpa di chi, anni addietro, fece impiantare quegli alberi (Ficus Benjamin Gigante) le cui radici aeree si reinnestano sulle radici sotterranee che possono tranquillamente raggiungere una lunghezza di 50/60 metri ed oltre, essendo sempre alla ricerca di acqua per alimentarsi. Quegli alberi non andavano impiantati in un ambiente pubblico, così soffocato dalle abitazioni, perché possono creare (gli alberi in questione), se già non lo hanno fatto, seri danni alle strutture edili adiacenti, e a pochi metri v'è anche una scuola. Se colpa c'è, è delle amministrazioni (tutte) che nulla hanno mai fatto per risolvere il problema: estirpare completamente i bei "ficus" prima che sia troppo tardi, se già non lo è!, e restituire quelle zone ad un tranquillo passeggio privo di ostacoli. (le notizie "tecnico-botaniche" sono desunte da una perizia da me fatta realizzare da un dottore in scienze agrarie, nda)

Per tornare a bomba... ribadisco che ai miei occhi il degrado attuale è identico a quello degli anni passati. Il caro e fraterno amico Giuseppe Pollina, che ringrazio per il suo intervento, ha certamente anche letto (da quell'attento lettore che è) che attribuisco la "terribile" fatiscenza in cui versa (e, ovviamente, versava) il nostro "polmone verde" soprattutto alla inciviltà dei nostri cari concittadini, stigmatizzando peraltro l'operato dell'attuale amministrazione che non pone in atto le misure necessarie per restituire alla "nostra" città quel grado di civismo che si merita non solo per la sua storia, per i suoi illustri figli, per la sua cultura, ma soprattutto per gli onesti e civili concittadini, e ce ne sono tanti. Forse dover ricondurre Militello a livelli di civiltà nella norma non porta voti! Ma questa è un'altra storia. (alma)

 

* ex vicesindaco dell'Amministrazione Lo Presti (1994-2003).


Venerdì 10 agosto 2007

CONSIDERAZIONI ATTUALI (del Dott. Salvatore Carcò*)

Sono puntuali come l'alternarsi delle stagioni, più perfetti degli orologi svizzeri; non ne sbagliano una! Per giunta, manco farlo apposta, anche gli eventi sembrano che diano, puntuali anche loro, una mano a questa rigorosa e accurata presenza.

Ma si... parlo ovviamente di Loro, dei nostri politicanti.

Uno ad uno presenti, commossi, dispiaciuti, compunti, determinati - compreso il folto stuolo di piccoli adulatori anche loro specchi delle facce dei propri beniamini - tutti intenti a risolvere il problema della "sospensione temporanea" del reparto ospedaliero di Ostetricia e Ginecologia del martoriato Ospedale di Militello.

Colpisce il balletto dei nostri uomini! Intanto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per permettere la sfilata oratoria di rappresentanti dell'azienda sanitaria - non si può non cogliere il momento solenne per dimostrare l'attaccamento viscerale nei confronti del nostro "Bel paese" -  esponenti sindacali, rappresentanti delle forze sociali e componenti le forze politiche anche quelle non rappresentate... tutti a fare a gara a chi incornicia delle frasi, tutte le stesse e ricorrenti ogniqualvolta  si presenti una opportunità simile:

a) «... Le esigenze di rilancio dell'intero presidio sanitario, che non possono sempre dipendere da impegni finanziari, sono avvertite dalle comunità di un vasto comprensorio»;

b) «Da un confronto allargato potranno emergere soluzioni e proposte condivise per il nosocomio»;

c) «L'amministrazione municipale continuerà a vigilare sugli sviluppi della vicenda e sulle sorti del nuovo ospedale, che nei prossimi mesi sarà definitivamente completato»;

Sempre uguali, sempre le stesse e sempre straordinariamente attuali - anche se dette in epoche diverse!

È vero... bisogna essere vigili, attenti, presenti; almeno assicurare una vigilanza da qui alle prossime elezioni! Si perché il tempo è vicino. Cominciano i preparativi, bisogna fare un bilancio delle cose fatte (meno di quelle non fatte anzi sarà meglio tacerLe), essere preparati agli attacchi degli avversari; anche l'opposizione deve alzare la voce, essere presente nelle sedi deputate al dibattito e alla democrazia, dare spazio alla dialettica.

Intanto qualche nostrano "politicante" ha rinunciato alla surroga in consiglio comunale! In realtà le motivazioni addotte sono un capolavoro di demenziali e folli pensieri; un copia-incolla di ideologie e di farsesche frasi fatte, sempre le stesse.

Il Consiglio comunale è il luogo per eccellenza della politica, il luogo nel quale l'eletto (anche se in stato di surroga) deve far sentire le proprie istanze, la propria voce, diversamente potrebbe sempre optare per qualche club sportivo; ovviamente non è obbligatoria la presenza e può dimettersi quando vuole e come vuole.

Cominciano gli incontri, i dibattiti nei soliti luoghi con le stesse persone, con le stesse strategie, con uguali ammiccamenti, con gli eterni, sempre uguali, programmi:

1) lo sviluppo socio-economico;

2) l'UNESCO;

3) il turismo;

4) la disoccupazione;

5) il disagio giovanile;

6) lo sviluppo del commercio (?!?);

7) l'emigrazione;

8) l'ulivo;

9) il Partito Democratico;

Si riaprono le sezioni - dopo il letargo del «... ancora è troppo presto» - si cominciano ad esporre i cartelli (ancora con poca intensità), cominciano i comizi (utilizzando anche le sedie perché l'oratore deve sempre stare al di sopra delle teste), le accuse all'amministrazione etc, etc.

Ma non mi pare che siano cambiate le teste e le facce; sempre le stesse.

Ma dov'è la politica (a destra come a sinistra), dov'è la gente, dove sono i ragazzi che puntualmente a ridosso delle elezioni vengono reclutati al servizio di qualche "politicante" per far vedere il loro attaccamento alla causa del disagio dei giovani, dell'apatia nei confronti della politica, dell'emigrazione, degli spazi a favore dei ragazzi e dei bambini.

La "squallida" (dico squallida perché non c'è nulla di genuino e di convinta adesione, ma solo tatticismo becero che fa davvero invidia alla primissima repubblica) parentela tra Ds ed esponenti della Margherita pronti a stilare un programma condiviso - un "accordo programmatico" - ispirazioni morali comuni, diversità che arricchiscono il ruolo della politica.

Paroloni che poi vengono smentiti dai fatti; in piazza salgono sulla sedia - stile rivoluzione russa targata 1917 - esponenti della sinistra di governo! E gli altri della Compagnia? E il Partito democratico? E i "compagni" ex Popolari? Perché non ci sono? Non sono stati forse invitati? Fanno parte della Compagnia o non ancora?

Il "candidato sindaco" non è stato ancora deciso o meglio è gia stato partorito nella mente (solo nella mente) per esempio di Giovanni Burtone e di qualche politicante che ha scambiato Dio con un vestito ed una cravatta! Il problema è che ancora è troppo presto per presentarlo alla cittadinanza - ancora non cammina da solo - comunque ci penseranno "le primarie" a battezzare il prescelto. (Io suggerirei ancora di lavorarci sopra, piuttosto che pensare alle primarie).

Intanto, in ordine sparso, cavalcano l'evento; ognuno, singolarmente, farà a gara a chi sarà presente e così i Ds si affidano alla formula social demenziale dell'utilizzo della sedia in piazza giusto per far vedere che sono uomini del popolo esprimendo la «preoccupazione per le sorti future del presidio sanitario e per l'assenza di iniziative istituzionali e politiche» agitando il fantasma dei "poteri oscuri".

Ma basta con questi concetti astrusi, figli di un linguaggio anni 60.

Mi pare che da un punto di vista istituzionale ci sia stata una presa di posizione unitaria piuttosto seria almeno per quanto riguarda i nostri massimi rappresentanti (on. Nello Musumeci, on. Vincenzo Oliva, on. Giovanni Burtone) i quali hanno fatto da cassa di risonanza e portato la vicenda ai piani alti delle istituzioni (assessori regionali, direttori generali).

Anche il Consiglio Comunale è stato prontamente convocato d'urgenza e per giunta in via straordinaria, puntuale come un orologio svizzero che di svizzero c'è solo la puntualità della convocazione.

Beh! La politica...: ci sono stati i "comizianti" che hanno fatto la loro parte - solo la loro di parte - anche perché l'on. Burtone è di un'altra parte! L'on. Burtone?? Ma non è con la Margherita che a sua volta ha aderito al Partito democratico e che al Partito democratico ha aderito "i" Ds, e che i Ds hanno aderito - o stanno aderendo - con il segretario e con il massimo rappresentante dei Ds Antonio Lo Presti?

Ma quali sono questi poteri forti? Io ho l'impressione che i poteri forti siano semplicemente la mancanza di idee, di capacità di aggregare, di considerarsi "spirti" (intelligenti, ndr), di sentirsi infallibili.

L'unica iniziativa, a parte quella dei nostri massimi politici - che era doverosa -, seria e capace di coinvolgere la comunità sia stata quella di Sebastiano Scicli e Sebastiano Caruso (che hanno realizzato una raccolta firme pro-ospedale, ndr).

Ma i nostri politicanti, gli uni chiusi nel palazzo intenti a convocare Consigli Straordinari, gli altri a cercare sedie più stabili per la prossima uscita e altri ancora che aspettano il loro Leader - che poi dovrebbe essere il leader anche dei rivoluzionari e social popolari - che impartisca le giuste e ponderate decisioni e direttive.

Cercasi disperatamente la POLITICA!

 

* ex assessore alle Politiche Sociali (1998-2001) e al Bilancio, alle Finanze ed alle Pubbliche relazioni (2001-2003) per l'Amministrazione Lo Presti, nonché candidato a Sindaco per le Amministrative 2003.

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