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Sabato
22 marzo 2008
provo vergogna
(di Sebastiano Caruso*)
Con grande rammarico ho
letto la lettera, veramente accorata, dell'amica Noemi. Il suo sfogo è
comprensibile e va accolto da tutti i militellesi, cittadini e
amministratori, e deve portare a delle serie riflessioni. Io stesso a
leggere quella lettera provo vergogna per tutto quello che noi
"bontemponi militellesi" stiamo combinando; stiamo distruggendo un
gioiello, stiamo depauperando ciò che i Signori di un tempo ci hanno
lasciato.
È veramente inaccettabile
il modo di gestire la Città da parte di chi amministra e il modo di
viverla da parte di noi cittadini. Non è possibile vedere auto in sosta
un po' ovunque; non è possibile che lavori come quelli della
pavimentazione delle piazze possano essere collaudati cosi come sono (è
uno scempio); non è possibile vedere quei blocchi di cemento dinanzi ad
un Monastero del 1600; non è possibile vedere l'asfalto sotto la torre
del Castello, non è possibile vedere la Villa "Vittorio Veneto"
distrutta dai vandali, ecc...
Potrei continuare ancora a
lungo, ma chi mi conosce sa che lo faccio da cinque anni scrivendo su un
volantino. Tanti ci hanno accusati di essere duri, o addirittura
"partigiani", ma non si può nascondere lo stato di fatto di una città
che va allo sbando. Tante volte mi sono sforzato di vedere qualcosa di
positivo, ma c'è sempre stato qualcos'altro che ha distrutto quello che
sembrava un sogno...
Pazienza cara Noemi, da
parte nostra è importante fare il dovere di cittadini ligi... al dovere;
che amano la città e, chissà, convincere chi siede negli scranni del
Palazzo che c'è gente che ama questa città e che esige che sia curata.
Grazie per l'ospitalità.
* direttore
responsabile di Militum Tellus, periodico militellese di informazione.
Domenica 2 marzo 2008
COM'è possibile?
(di Noemi Manzella)
Dovrei iniziare questa
e-mail con il classico: "alla cortese attenzione di", ma non sapendo
realmente a chi rivolgermi in prima persona, preferisco non specificare
il destinatario. Soprattutto perché a mia discrezione la questione che
solleverò non riguarda una sola persona in particolare, ma bensì a
grande scala interessa sia il singolo cittadino militellese che
l'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la
Scienza e la Cultura), di cui dal 2002 Militello in Val di Catania fa
parte.
Anni fa venni a conoscenza
del progetto di riqualificazione del centro storico di Militello, questa
notizia mi rese davvero felice, sia perché pensai che finalmente
qualcuno si fosse accorto delle grandi potenzialità che un paese ricco
di storia e di tradizioni ha, sia perché immaginai che ciò avrebbe reso
l'attuale Militello degna di essere l'erede del paese in cui ai tempi
del Branciforti e di Donna Giovanna d'Austria era concentrata tutta la
cultura del Val di Noto.
Successivamente quando mi
capitò di dover scegliere, per motivi universitari, un paese da
studiare, sia da un punto di vista storico che urbanistico, la mia
scelta ricadde immediatamente su Militello. Rimasi estasiata dal fascino
della sua storia, ma completamente delusa da tutto ciò che tutt'oggi a
Militello risulta in uno stato di completo abbandono: verde pubblico,
infrastrutture, etc.
L'idea di una
riqualificazione del centro storico mi fece pensare ad una rinascita del
paese, finalmente qualcuno si stava rendendo conto che bisognava far
qualcosa per tutto quel patrimonio storico. Durante la mia analisi mi è
capitato di osservare le tavole del progetto di riqualificazione, ma
soprattutto di vedere in prima persona lo svolgimento dei lavori (non mi
soffermo su tutti i problemi causati da quest'ultimi, noti un po' a
tutti).
Il motivo che mi ha
portata a scrivere è stato il vedere i lavori velocemente accomodati in
alcune zone. A testimonianza di ciò vi allego delle foto, da me
scattate, di alcuni particolari. Alla visione di codesti e di tanti
altri problemi che predominano la ragione militellese, le domande che mi
sorgono spontanee sono molte:
- Com'è possibile che dopo
tutti i soldi investiti non si è capaci di rifinire con un minimo di
attenzione e buon gusto?
- Com'è possibile che
delle strade di un centro storico, teoricamente adibite a traffico
limitato, servono invece come posteggio per le auto dei cittadini?
- Com'è possibile che le
strade sono piene di sporcizia e non sono mai state pulite dopo i
lavori?
- Com'è possibile che un
paese come Militello, piuttosto che giocare sull'originalità, è stato
vittima dell'avvento un po' comune della pietra lavica?
- Com'è possibile che
nessuno veda questi problemi?
- Com'è possibile che
l'interesse di tutti sia solo quello di pensare a se stessi?
- Com'è possibile che
adesso in vicinanza delle elezioni tutti ci prometteranno delle cose,
che non manterranno mai, e noi come ombre senza ragione saremo li a
votarli?
- Com'è possibile che
stiamo facendo morire il NOSTRO PAESE?
foto 1
- foto 2
- foto 3
- foto 4
- foto 5
Sabato
1 dicembre 2007
LAGALLA o il gallo?
(di Giuseppe Pollina, cittadino)
Ancora una offesa alla
Città… ai suoi bisogni… alle sue attese…
Dopo inutili parole,
inconsistenti impegni, fiumi di ipocrite dichiarazioni… carramba che
sorpresa!!! Adesso l'assessore si degna…
Verrà a Militello per
“illustrare il nuovo piano della rete ospedaliera ed il riassetto della
sanità nel Calatino-Sud Simeto”.
Le prestigiose locali
autorità hanno ottenuto la disponibilità di Lagalla a partecipare ad una
riunione istituzionale al Comune. Talmente istituzionale che le stesse
autorità hanno escluso la convocazione di una seduta straordinaria ed
aperta del Civico Consesso. Però oltre ai capigruppo consiliari di
Militello saranno ufficialmente invitati i Sindaci del Calatino-Sud
Simeto che potranno chiedere chiarimenti sugli effetti del nuovo piano
di contenimento della spesa sanitaria e sulle eventuali aggregazioni dei
nosocomi.
Ma giusto così…
perbacco!!! Ci mancherebbe… il Consiglio straordinario… la pubblica
Assemblea… non si sa mai…. Magari qualcuno può sbagliare un congiuntivo
o non essere sufficientemente reverente nei confronti del nobil uomo… o
non trovare la cravatta per l'occasione o gli accessori sul tailleur di
circostanza… le istituzioni vanno rispettate, e basta!!!
Giovedì
20
settembre 2007
FESTE RELIGIOSE, è ora di
cambiare (di Graziano Lo Presti)
Questi giorni di fine
settembre sono, ogni anno, quelli dei bilanci, dei confronti, insomma
delle analisi sull'estate appena trascorsa, con attenzione principale
ovviamente ai due appuntamenti folclorico-religiosi più importanti - e,
purtroppo - ormai quasi gli ultimi della città, cioè le festività del
Santissimo Salvatore e della Madonna della Stella (in rigoroso ordine
temporale). Le disamine, tuttavia, lungi dall'essere critiche (nel senso
più proprio del termine), negli atrofizzati cervelli militellani
finiscono per aggrapparsi a tre quesiti: come sono stati i fuochi
pirotecnici? quanti soldi sono stati raccolti? quanta gente c'era?. Rari
sono, invece, i discorsi sulla fede, sulla partecipazione religiosa.
Già, per noi - per voi! - militellesi, l'aspetto propriamente religioso
finisce con l'essere il contorno accessorio, e non il fulcro necessario,
delle ricorrenze agosto-settembrine.
E ciò è un male se poi si
riflette (come accade) sulla partecipazione religiosa concreta e
quotidiana, cosicché pochi sono i fedeli "degli undici mesi" e, al
contrario, tantissimi quelli "dei quindici giorni", assidui nelle
preghiere davanti al santo - quale che sia, non fa differenza - e
dimentichi della semplice Messa domenicale non appena lo stesso santo si
nasconde dietro le porte di bronzo o di marmo. E allora, svuotandosi
pian piano degli essenziali contenuti devozionali (intesi sul piano
intimo e non esteriore), le due manifestazioni si concentrano, come
detto, sui tre aspetti folclorici già citati; ecco perché pare opportuno
riflettere proprio su questi, analizzando come e quanto hanno
influenzato l'organizzazione e la concezione stessa delle feste.
Riguardo i fuochi
pirotecnici, il campo è inequivocabilmente nostrano: noi ne vediamo ad
ogni occasione (perfino per i compleanni!), approntiamo classifiche e
paragoni, ci sentiamo proprio tutti dei veri esperti; eppure dovremmo
sentirci tutti un po' incoscienti, per almeno due ragioni. Dal punto di
vista economico, i "botti" succhiano la maggior parte dei budget (già
non stratosferici) delle manifestazioni, lasciando ben poche migliaia di
euro a coprire tutto il resto (dalle bande musicali agli eventi degli
ottavari), con inevitabili conseguenze nella qualità o nella quantità
delle scelte possibili; scegliere di puntare tantissimo sui fuochi,
dunque, è anzitutto indice di scarsa organizzazione delle risorse. Sul
piano dell'attenzione al sistema-città, poi, i giochi pirotecnici sono
dei veri e propri "emblemi" dell'indifferenza, nella quale ormai
Militello annega da anni: è inammissibile, infatti, consentire
l'esecuzione di "botti" - spesso anche esagerati - a pochi metri dagli
spettatori, così come è inammissibile consentire il posizionamento dei
mortai in prossimità (se non sui tetti!) di capolavori architettonici
riconosciuti anche dall'Unesco, Santa Maria e Chiesa Madre in testa. Ma
già... riconosciuti dall'Unesco, non da Militello!
Un altro fronte "caldo",
per così dire, è quello dei soldi; anzi, per essere precisi, dei
contributi per la realizzazione delle feste. Spesso si sente dire che
«le feste non si possono fare più come una volta...», affermazione
condivisibile specialmente alla luce del fatto che il costo della vita è
aumentato in tutto, dalla benzina agli spettacoli e, da ultimo, al pane.
Epperò, è anche vero che ci si culla ancora su un sistema di cinquanta e
passa anni fa, con la gente che dava quanto di più caro aveva in onore
del Santo al quale era più legata, spontaneamente e sulla spinta di una
fede solidissima.
Ma oggi - tra il calo
dell'attaccamento e della pratica religiosa e la notevole frenesia degli
impegni intricatissimi di ognuno - è chiaro come la raccolta “porta a
porta”, o addirittura “col quaderno” per il centro-città, sembri davvero
inadeguata. Anche perché, di frequente, la raccolta si trasforma in una
specie di registro delle entrate, con nomi e indirizzi di chi dà e chi
no, con gli “addetti” a insistere pur di costringere il passante di
turno a cavar fuori di tasca 5 o 10 euro. E pensare che parlano di
“offerta”… Bèh, andrebbero trovate alternative valide, invece di
spremere a fondo una città la quale - pur nel ritardo tipico dei piccoli
centri - vive ad ogni modo una vita sociale moderna, relegando l'aspetto
religioso sempre più al margine e con gli affanni economici che tutti
sappiamo.
Terzo e importantissimo
punto è quello della gente o - per usare un'espressione più colorita -
della partecipazione di popolo. E qui forma e contenuto divergono
nettamente. L'apparenza, infatti, ci mostra che i giorni clou delle due
feste “patronali” (sull'attributo un capitolo andrebbe trattato a parte,
ma non è il momento) vedono le strade cittadine traboccanti di gente,
sia le solite quattromila anime locali sia la moltitudine di turisti
giunti dalle località più disparate. L'occhio rivolto alla sostanza,
però, fa notare che tantissimi si comportano più come spettatori che
come fedeli: seguono le fasi più significative della festa, addirittura
abbandonano il santo di turno non ancora rientrato in chiesa per
accaparrarsi i “posti migliori”, al fine di godere dei fuochi
pirotecnici.
Detto già della scarsa
affezione religiosa, i motivi di tale comportamento sono da ricercarsi
soprattutto nella inadeguatezza delle processioni nostrane: siamo forse
uno dei pochi paesi che vede ancora sfiancanti processioni di sette-otto
ore consecutive – assurde per i tempi attuali – a differenza di quanto
accade in molti centri del circondario, dove si alternano processioni
più brevi tra le giornate delle feste e delle ottave.
In definitiva, volendo
tracciare un accurato bilancio delle due feste più importanti della
città, dobbiamo riconoscere che esse procedono sulla stessa scia della
nostra comunità, tra poche novità e molti schemi decennali e superati,
tra il vanto di un passato secolare e la presunzione di potersi cullare
solo su di esso...
Occorre darsi una mossa,
non c'è dubbio! Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, di diverso, di
coinvolgente, che renda viva davvero la città nei quindici giorni della
festa, che porti a rivivere le feste stesse come momento di aggregazione
e di vera fede. Quel che è sicuro, ad oggi, è che il protagonismo delle
bandiere, dei foulard e delle maglie colorate – di rosso o di blu, poco
cambia – non vi è affatto riuscito. Occorrono le idee.
Giovedì
20
settembre 2007
SULL'UFFICIO TECNICO (di
Sebastiano Campisi*)
Al Sig. Sindaco
Al sito militello.info
LORO SEDI
Non poteva che essere la
S.V. il destinatario principale di queste mie considerazioni a margine
di un lungo articolo dell'assessore G. della Sua Giunta (apparso su
"Il Giornale di Militello" [anno I-n. 4, pag. 2] e
qui
visionabile, ndr), e il sito militello.info che, forse,
gentilmente, mi permetterà di replicare a tante diffuse notizie ed
argomentazioni apparse in quell'articolo, certamente nei limiti del mio
ruolo di dipendente pubblico offeso dalle dichiarazioni che mi
riguardano e non.
Non so se l'assessore G.
mi annoveri fra quelli che non rubano il proprio stipendio ed in verità
non so neppure se lo stesso G. sa di essere fra gli Assessori del tanto
disprezzato Ufficio Tecnico. Certo è che non sa di avere la delega al
verde pubblico e non sa neppure che il tanto elogiato CED (del geom.
Giacomo Spica Dinatale, che ne ha ottimizzato la realizzazione) fa parte
proprio dell'Ufficio Tecnico.
E siccome IO mi firmo per
nome e cognome e parlo da cittadino, con responsabilità oltre che con la
libertà, ed al di là dal mio ruolo di pubblico dipendente mantengo la
mia dignità, voglio esprimere stima e solidarietà al Funzionario ed a
tutti i miei colleghi, anche a quelli non direttamente coinvolti ma
sicuramente parte integrante dell'Area Servizi Tecnici così pesantemente
attaccata.
Faccio parte di quell'Area
che sembra essere all'origine di tutti i mali del nostro Comune, eppure
per tutti gli anni dell'amministrazione anche di G. quell'Ufficio ha
visto il suo Capo Area percepire indennità di posizione ed indennità di
risultato, si proprio per quei risultati che non permettono al sig. G.
di portare avanti i suoi tanti tanti tanti tanti fantasmagorici progetti
già presentati: si occupa di tutto il sig. G.: dal Parco Bottazza alle
risorse idriche, dai libri all'UNESCO, dalle sagre ai conferimenti di
cittadinanza onoraria: certo per attribuirsi solo meriti perché i
demeriti sempre ad altri vanno ricondotti. Ah... ma i progetti (torna
utile la citazione della Bassanini) chi li fa, gli Assessori, il sig.
G., o forse qualche dipendente?
Ed a proposito di
dipendenti dai risultati straordinari l'attento sig. G., che come è
purtroppo noto - e me ne dispiace - vede maluccio e, probabilmente,
inizia a sentire male se non ascolta anche le lamentele su quei settori.
Sai, paziente lettore che
sei arrivato fin qui, ti toccherà sicuramente una replica di G. che
troverà sopraffini argomenti e fuorvianti verità, ma vogliamo forse
negargli il diritto dell'ultima parola?
Nell'attesa, come da Lei
preannunciatomi, delle necessarie iniziative.
* responsabile del
Servizio Idrico del Comune di Militello in Val di Catania.
Venerdì 14
settembre 2007
VILLA E NON SOLO (di
Giuseppe Pollina*)
Mettiamola così...
È stupefacente leggere
l'editoriale di Alfonso Magno (pubblicato l'11/9/2007 nella
sezione "C'è
qualcosa che non va", ndr) sullo stato dei Giardini Pubblici
di Militello in Val di Catania.
Così diffusa la mania
di avere una opinione su tutto, da dimenticare che le opinioni hanno
bisogno di fatti precisi...
Allora solo pochi
fatti... nel 1994 lo stato dei giardini pubblici, del viale e del
verde a Militello è a tutti noto... diversamente informatevi per
favore... il ricorso al personale LSU per la manutenzione del verde
è stato uno strumento della amministrazione Lo Presti con Pollina
vicesindaco... lo stato della villa sino al maggio del 2003 è
facilmente verificabile e, soprattutto, confrontabile con l'oggi...
nell'editoriale si legge testualmente "che l'attuale stato di
degrado della Villa/Parco delle Rimembranze è identico a quello in
cui versava al tempo della sua vicesindacatura!"... NON È VERO!!!
All'editorialista ho
da fare una sola richiesta: verifichi! Che fare dopo spetta solo
alla Sua coscienza ed alla Sua professionalità...
A margine una sola
considerazione. La mia campagna elettorale non è partita adesso...
per il semplice fatto che non si è mai interrotto il mio interesse
per la mia Città... per me questa è la vera campagna elettorale...
l'altra la lascio a chi interessa... pertanto non rendo
dichiarazioni "a tempo" o "a scadenza"...
Grazie della
ospitalità.
Indubbiamente, in
tutta onestà, non posso sapere qual era la situazione nel 1994. Posso
solo ricordare ciò che ho visto nel 1999/2000 da... turista e, poi, dal
2001 quando ho... "incrementato" di una unità la popolazione residente.
Tralascio gli anni passati, tanti, troppi, in cui, da giovanissimo
vacanziero frequentavo la Villa: se qualcuno si avvicinava ad una zona
della Villa non fruibile, o se solo giocava con le "papere"... chissà
come e da dove, arrivava il custode che subito redarguiva, costringendo
alla fuga; e, sempre per tralasciare quegli anni, dopo una certa ora la
Villa era chiusa al pubblico. Altri tempi.
Per gli anni a noi più
vicini (1999-2007) ricordo una Villa non completamente illuminata
(sicuramente un po' meno buia di oggi); ricordo la mancanza delle
ringhiere ai lati delle scalinate laterali (oggi ci sono); ricordo la
mancanza di cestini per il pattume (da pochi giorni sono riapparsi, ma
quanto dureranno?); ricordo i concerti "estemporanei" (ieri come oggi)
di percussioni nelle ore notturne estive; ricordo l'acre odore di
fumo... proibito (ieri come oggi) che proviene, sempre nelle ore
notturne, dalla parte adiacente al Viale delle Rimembranze. Ricordo di
non aver mai visto funzionare (ieri come oggi) le fontane del piazzale
del Parco; ricordo che le vasche di quelle fontane (ieri come oggi) sono
dei contenitori di immondizia; ricordo l'asfalto altamente danneggiato
(ieri come oggi) dal radicamento degli alberi in dimora nei pressi della
vasca centrale, che ricordo (ieri) senza acqua, ne "papere" (ieri come
oggi). Per "completezza di informazione": il danneggiamento
dell'asfalto, ben visibile a tutti, non è certo colpa della giunta
Musumeci, né della giunta Lo Presti, né delle giunte precedenti! È colpa
di chi, anni addietro, fece impiantare quegli alberi (Ficus Benjamin
Gigante) le cui radici aeree si reinnestano sulle radici sotterranee che
possono tranquillamente raggiungere una lunghezza di 50/60 metri ed
oltre, essendo sempre alla ricerca di acqua per alimentarsi. Quegli
alberi non andavano impiantati in un ambiente pubblico, così soffocato
dalle abitazioni, perché possono creare (gli alberi in questione), se
già non lo hanno fatto, seri danni alle strutture edili adiacenti, e a
pochi metri v'è anche una scuola. Se colpa c'è, è delle amministrazioni
(tutte) che nulla hanno mai fatto per risolvere il problema: estirpare
completamente i bei "ficus" prima che sia troppo tardi, se già non lo
è!, e restituire quelle zone ad un tranquillo passeggio privo di
ostacoli. (le notizie "tecnico-botaniche" sono desunte da una
perizia da me fatta realizzare da un dottore in scienze agrarie, nda)
Per tornare a bomba...
ribadisco che ai miei occhi il degrado attuale è identico a quello degli
anni passati. Il caro e fraterno amico Giuseppe Pollina, che ringrazio
per il suo intervento, ha certamente anche letto (da quell'attento
lettore che è) che attribuisco la "terribile" fatiscenza in cui versa
(e, ovviamente, versava) il
nostro "polmone verde" soprattutto alla inciviltà dei nostri cari
concittadini, stigmatizzando peraltro l'operato dell'attuale
amministrazione che non pone in atto le misure necessarie per restituire
alla "nostra" città quel grado di civismo che si merita non solo per la
sua storia, per i suoi illustri figli, per la sua cultura, ma soprattutto
per gli onesti e civili concittadini, e ce ne sono tanti. Forse dover
ricondurre Militello a livelli di civiltà nella norma non porta voti! Ma
questa è un'altra storia. (alma)
* ex vicesindaco
dell'Amministrazione Lo Presti (1994-2003).
Venerdì 10 agosto 2007
CONSIDERAZIONI ATTUALI
(del Dott. Salvatore Carcò*)
Sono puntuali come
l'alternarsi delle stagioni, più perfetti degli orologi svizzeri; non ne
sbagliano una! Per giunta, manco farlo apposta, anche gli eventi
sembrano che diano, puntuali anche loro, una mano a questa rigorosa e
accurata presenza.
Ma si... parlo ovviamente
di Loro, dei nostri politicanti.
Uno ad uno presenti,
commossi, dispiaciuti, compunti, determinati - compreso il folto stuolo
di piccoli adulatori anche loro specchi delle facce dei propri beniamini
- tutti intenti a risolvere il problema della "sospensione temporanea"
del reparto ospedaliero di Ostetricia e Ginecologia del martoriato
Ospedale di Militello.
Colpisce il balletto dei
nostri uomini! Intanto la convocazione di un Consiglio Comunale
straordinario per permettere la sfilata oratoria di rappresentanti
dell'azienda sanitaria - non si può non cogliere il momento solenne per
dimostrare l'attaccamento viscerale nei confronti del nostro "Bel paese"
- esponenti sindacali, rappresentanti delle forze sociali e componenti
le forze politiche anche quelle non rappresentate... tutti a fare a gara
a chi incornicia delle frasi, tutte le stesse e ricorrenti
ogniqualvolta si presenti una opportunità simile:
a) «... Le esigenze di
rilancio dell'intero presidio sanitario, che non possono sempre
dipendere da impegni finanziari, sono avvertite dalle comunità di un
vasto comprensorio»;
b) «Da un confronto
allargato potranno emergere soluzioni e proposte condivise per il
nosocomio»;
c)
«L'amministrazione municipale continuerà a vigilare sugli sviluppi della
vicenda e sulle sorti del nuovo ospedale, che nei prossimi mesi sarà
definitivamente completato»;
Sempre uguali, sempre le
stesse e sempre straordinariamente attuali - anche se dette in epoche
diverse!
È vero... bisogna essere
vigili, attenti, presenti; almeno assicurare una vigilanza da qui alle
prossime elezioni! Si perché il tempo è vicino. Cominciano i
preparativi, bisogna fare un bilancio delle cose fatte (meno di quelle
non fatte anzi sarà meglio tacerLe), essere preparati agli attacchi
degli avversari; anche l'opposizione deve alzare la voce, essere
presente nelle sedi deputate al dibattito e alla democrazia, dare spazio
alla dialettica.
Intanto qualche nostrano
"politicante" ha rinunciato alla surroga in consiglio comunale! In
realtà le motivazioni addotte sono un capolavoro di demenziali e folli
pensieri; un copia-incolla di ideologie e di farsesche frasi fatte,
sempre le stesse.
Il Consiglio comunale è il
luogo per eccellenza della politica, il luogo nel quale l'eletto (anche
se in stato di surroga) deve far sentire le proprie istanze, la propria
voce, diversamente potrebbe sempre optare per qualche club sportivo;
ovviamente non è obbligatoria la presenza e può dimettersi quando vuole
e come vuole.
Cominciano gli incontri, i
dibattiti nei soliti luoghi con le stesse persone, con le stesse
strategie, con uguali ammiccamenti, con gli eterni, sempre uguali,
programmi:
1)
lo sviluppo socio-economico;
2) l'UNESCO;
3) il turismo;
4) la disoccupazione;
5) il disagio giovanile;
6) lo sviluppo del
commercio (?!?);
7) l'emigrazione;
8) l'ulivo;
9) il Partito Democratico;
Si riaprono le sezioni -
dopo il letargo del «... ancora è troppo presto» - si cominciano ad
esporre i cartelli (ancora con poca intensità), cominciano i comizi
(utilizzando anche le sedie perché l'oratore deve sempre stare al di
sopra delle teste), le accuse all'amministrazione etc, etc.
Ma non mi pare che siano
cambiate le teste e le facce; sempre le stesse.
Ma dov'è la politica (a
destra come a sinistra), dov'è la gente, dove sono i ragazzi che
puntualmente a ridosso delle elezioni vengono reclutati al servizio di
qualche "politicante" per far vedere il loro attaccamento alla causa del
disagio dei giovani, dell'apatia nei confronti della politica,
dell'emigrazione, degli spazi a favore dei ragazzi e dei bambini.
La "squallida" (dico
squallida perché non c'è nulla di genuino e di convinta adesione, ma
solo tatticismo becero che fa davvero invidia alla primissima
repubblica) parentela tra Ds ed esponenti della Margherita pronti a
stilare un programma condiviso - un "accordo programmatico" -
ispirazioni morali comuni, diversità che arricchiscono il ruolo della
politica.
Paroloni che poi vengono
smentiti dai fatti; in piazza salgono sulla sedia - stile rivoluzione
russa targata 1917 - esponenti della sinistra di governo! E gli altri
della Compagnia? E il Partito democratico? E i "compagni" ex Popolari?
Perché non ci sono? Non sono stati forse invitati? Fanno parte della
Compagnia o non ancora?
Il "candidato sindaco" non
è stato ancora deciso o meglio è gia stato partorito nella mente (solo
nella mente) per esempio di Giovanni Burtone e di qualche politicante
che ha scambiato Dio con un vestito ed una cravatta! Il problema è che
ancora è troppo presto per presentarlo alla cittadinanza - ancora non
cammina da solo - comunque ci penseranno "le primarie" a battezzare il
prescelto. (Io suggerirei ancora di lavorarci sopra, piuttosto che
pensare alle primarie).
Intanto, in ordine sparso,
cavalcano l'evento; ognuno, singolarmente, farà a gara a chi sarà
presente e così i Ds si affidano alla formula social demenziale
dell'utilizzo della sedia in piazza giusto per far vedere che sono
uomini del popolo esprimendo la «preoccupazione per le sorti future del
presidio sanitario e per l'assenza di iniziative istituzionali e
politiche» agitando il fantasma dei "poteri oscuri".
Ma basta con questi
concetti astrusi, figli di un linguaggio anni 60.
Mi pare che da un punto di
vista istituzionale ci sia stata una presa di posizione unitaria
piuttosto seria almeno per quanto riguarda i nostri massimi
rappresentanti (on. Nello Musumeci, on. Vincenzo Oliva, on. Giovanni
Burtone) i quali hanno fatto da cassa di risonanza e portato la vicenda
ai piani alti delle istituzioni (assessori regionali, direttori
generali).
Anche il Consiglio
Comunale è stato prontamente convocato d'urgenza e per giunta in via
straordinaria, puntuale come un orologio svizzero che di svizzero c'è
solo la puntualità della convocazione.
Beh! La politica...: ci
sono stati i "comizianti" che hanno fatto la loro parte - solo la loro
di parte - anche perché l'on. Burtone è di un'altra parte! L'on. Burtone??
Ma non è con la Margherita che a sua volta ha aderito al Partito
democratico e che al Partito democratico ha aderito "i" Ds, e che
i Ds hanno aderito - o stanno aderendo - con il segretario e con il
massimo rappresentante dei Ds Antonio Lo Presti?
Ma quali sono questi
poteri forti? Io ho l'impressione che i poteri forti siano semplicemente
la mancanza di idee, di capacità di aggregare, di considerarsi "spirti"
(intelligenti, ndr), di sentirsi infallibili.
L'unica iniziativa, a
parte quella dei nostri massimi politici - che era doverosa -, seria e
capace di coinvolgere la comunità sia stata quella di Sebastiano Scicli
e Sebastiano Caruso (che hanno realizzato una raccolta firme
pro-ospedale, ndr).
Ma i nostri politicanti,
gli uni chiusi nel palazzo intenti a convocare Consigli Straordinari,
gli altri a cercare sedie più stabili per la prossima uscita e altri
ancora che aspettano il loro Leader - che poi dovrebbe essere il leader
anche dei rivoluzionari e social popolari - che impartisca le giuste e
ponderate decisioni e direttive.
Cercasi disperatamente la
POLITICA!
* ex assessore alle
Politiche Sociali (1998-2001) e al Bilancio, alle Finanze ed alle
Pubbliche relazioni (2001-2003) per l'Amministrazione Lo Presti, nonché
candidato a Sindaco per le Amministrative 2003. |